Storia della cartografia (prima parte)

Storia della cartografia (prima parte)

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Le carte geografiche si evolvono nel tempo per rappresentare aree in continuo cambiamento e, nel frattempo, vengono realizzate con metodi sempre più nuovi per migliorare le raffigurazioni dei territori. A studiare tale sviluppo c'è la storia della cartografia che aiuta a definire le diverse tipologie di mappe che si possono trovare in commercio. Grazie alla materia di studio si possono classificare le carte:

- carte a grande scala sono destinate a rappresentare porzioni di territorio molto piccole e con la possibilità di riportare tanti dettagli;

- carte a piccola scala per riportare zone piuttosto ampie e senza molti particolari.
Oltre alla divisione riferita alla scala della carta, ci sono ulteriori categorie:

- piante dedicate ai centri urbani e mappe riferite alle aree rurali, generalmente ricche di dettagli perché hanno una scala grande;

- carte topografiche ricche di particolari, in scala 1:10000 e 1: 100000 e impiegato per la pianificazione territoriale;

- carte corografiche, con scala 1:100000 e 1:1000000 contengono meno dettagli, ma permettono di conoscere l'area rappresentata in modo migliore. Normalmente si usano per raffigurare regioni o Stati, come ad esempio accade per le carte turistiche con la messa in rilievo delle strade;

- carte geografiche strutturate con scale piccole che non superano 1:1000000 e raffigurano aree molto gradi, come un continente. Fanno parte di questa categoria i planisferi con la rappresentazione della terra e i mappamondi che hanno la stessa funzione dei planisferi, ma dividono i due emisferi del globo. Sono tutti disegni piccoli, quindi privi di dettagli.

Storia della cartografica, mappe antiche

Le carte geografiche possono essere predisposte in modo tematico, per prendere in esame specifici aspetti legati al territorio, a differenza di quelle generali che sono quelle fisiche e politiche. Le carte tematiche usano una base topografica semplificata per includere dettagli e informazioni su un dato fenomeno dell'area rappresentata. Tra le più diffuse, ci sono:

- carte geomorfologiche per indicare le forme del terreno ripercorrendo l'origine attraverso i processi naturali che hanno portato alla creazione di valli, rilievi, depositi, fiumi, vulcani e altri elementi componenti il territorio. Servono a predisporre piani regolatori o progetti di bonifica;

- carte pedologiche con la raffigurazione delle tipologie di suolo. Si disegnano i terreni con colori, spessori, composizioni e proprietà diverse, in modo da aiutare chi deve utilizzare i terreni a decidere l'impiego da fare. Ad esempio ciò accade per l'agricoltura;

- carte climatiche che descrivono appunto il clima di una determinata area, documentando le variazioni del tempo. Si tratta solitamente di cartine in continuo aggiornamento, da usare per navigare.

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